di Antonio Cardellicchio
L’aggressione nell’Università Federico II al direttore di ”la Repubblica” Maurizio Molinari, da parte di squadristi islamofascisti di rabbia antisemita, ha generato qualche sdegno e condanna in una città molto sonnacchiosa.
Poche ore fa sul “Corriere del Mezzogiorno”, Antonio Polito ha scritto un articolo intitolato “L’Università non ceda più a ignoranti e violenti”, dove denuncia l’antidemocrazia fisica del divieto di libera parola a un ebreo. Dimostra che gli aggressori hanno paura della discussione e per questo esercitano la sopraffazione totalitaria. Polito auspica che l’università resti un luogo di libera formazione e respinga la violenza antisemita. Ma Polito mostra l’abissale ignoranza degli squadristi quando scrive:
“A loro interessava soltanto bandire i ‘sionisti’. Non sanno che il sionismo è nato come un movimento per l’autodeterminazione del popolo ebraico e per rivendicare il suo diritto ad avere una patria, non diversamente dal movimento risorgimentale che ha dato vita all’Italia o dal ‘risveglio nazionale’ che fece rinascere la Grecia nel XIX secolo, mobilitando le coscienze progressiste di tutt’Europa contro l’imperialismo asburgico e ottomano. Non sanno che i leader del movimento sionista, al tempo della prima guerra mondiale, erano tutti socialisti, come socialista era l’ispirazione dei kibbutz, quella forma di comunità agricola collettiva che è stato un fattore fondamentale dello sviluppo di Israele. Non sanno che il sionismo è stato un movimento anti-coloniale.”
Non lo sanno, e non lo vogliono neppure sapere, aggiungo. “E non sanno nemmeno – scrive Polito – che uno Stato chiamato Palestina su quelle terre non è mai esistito perché prima l’impero ottomano, poi il colonialismo europeo, e infine gli stessi stati arabi, ne hanno sempre impedito la nascita.”
Tutto bene, tutto vero. Ma alla fine Polito si lascia andare quando scrive del “massacro di civili che Netanyahu sta provocando a Gaza con la sua offensiva militare, e l’espansionismo aggressivo dei coloni ebrei sostenuti e aiutati dal governo.” Qui, per paradosso, Polito concorda con i violenti che condanna.
Polito è persona garbata e informata, dovrebbe sapere che l’autodifesa israeliana nella Striscia di Gaza è mirata a distruggere quell’inferno sotterraneo che è la macchina da guerra per lo sterminio degli ebrei, che ha affamato e schiavizzato i palestinesi di Gaza. Dovrebbe sapere che la Striscia è stata ceduta unilateralmente dal governo Sharon ai palestinesi per avere la pace, e ha avuto la guerra.
Dovrebbe comprendere che non esistono coloni ebrei in Israele. Proprio lui ha detto che il sionismo è anticoloniale, non coloniale.
Con Hamas, con l’Iran, con la Jihad non si scherza, ogni illusione e cedimento genera più morte, più guerra, più distruzione. Certamente la coscienza di Polito si è rivoltata davanti all’orrore infinito della più atroce disumanità del 7 ottobre. Ebbene, la guerra di difesa di Israele è una risposta proporzionata e calcolata a tale orrore. L’autodifesa israeliana avverte i civili prima di colpire con giustizia i terroristi apocalittici, genocidi, sadici. Quando Hamas ha agito il 7 ottobre non ha avvisato nessuno, non ha colpito strutture militari, ma ha invaso allo scopo di fare le più inaudite stragi e rapimenti di civili, con efferatezze talmente estreme da essere inenarrabili.
La libertà che Polito rivendica contiene le parole che abbiamo scritto.
Speriamo che la difesa della democrazia a Napoli dallo squadrismo antisemita riesca a far comprendere, almeno alle minoranze più civili e aperte, la reale entità della tragedia del Medio Oriente, e che Israele, con il suo coraggio e il suo sangue, sta difendendo non solo la sua libertà, ma la nostra.
Siamo noi che ancora non sappiamo difenderci, e diamo troppo spazio agli squadristi dell’odio che Polito ha denunciato.
