di Giuseppe Crimaldi

Per una volta non parleremo di Israele ma di Italia. Di quell’Italia patria dell’accoglienza, porto sicuro per chi fugge da guerre, miserie e carestie, di quella nazione le cui radici cristiane portano a non abbandonare nessuno, a non lasciarlo solo, senza aiuto e senza assistenza.

E parleremo di una città, Torino, e della sua comunità islamica composta da non pochi soggetti che meglio andrebbero attenzionati da chi è chiamato a garantire che non vengano turbati la sicurezza e l’ordine pubblico. Ebbene l’altra sera a Torino – una delle realtà italiane più ostili a Israele, come hanno dimostrato le occupazioni studentesche, violente nelle forme e nella sostanza – è accaduto che alcuni musulmani che festeggiavano la fine del ramadan hanno dato sfogo a una furiosa rabbia bruciando le fotografie di Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni. Un gesto gravissimo. Prima di tutto perché colpisce l’immagine di (guarda caso) due donne – attenzione: due DONNE, inconcepibile insulto alla cultura patriarcale islamica – perché è indirizzato contro la figura più rappresentativa del governo italiano e di quello europeo, e dunque colpisce tutti indistintamente, a prescindere dalla religione e dall’appartenenza politica.

Grave perché rappresenta soprattutto un affronto ai valori di accoglienza e rispetto che caratterizzano la nostra nazione.

Grave due volte, perché si è svolto sotto gli occhi di politici, amministratori locali e per di più del sindaco di Torino.

Grave perché dimostra come espressioni di dissenso violente del genere non possano essere tollerate, ed anzi vadano stroncate subito.

Grave dal momento che conferma ciò che è la situazione in Italia, dove è più che mai necessario ricondurre l’immigrazione alle regole compatibili con una vera integrazione (che in molti casi manca).

Grave, perché rafforza in certi giovani di religione islamica di seconda e terza generazione la convinzione che questo sia un territorio di conquista nel quale il rispetto delle leggi è solo un optional.

Ed ancora: grave per il semplice fatto che questi esaltati violenti vivono qui, a casa nostra: godendo a senso unico dei diritti civili e politici, di libertà di manifestazione del pensiero, qualcuno anche di diritto di voto, per non parlare dei servizi che la Repubblica Italiana loro garantisce, a cominciare da quello alla salute e all’istruzione.

Non possiamo dunque non chiedere dunque alla magistratura inquirente, alle forze dell’ordine e allo Stato tutto una risposta ferma e immediata: i protagonisti di questa sceneggiata vanno espulsi immediatamente e ricondotti nei paesi di provenienza. Esattamente lì, dove scopriranno a loro spese cosa siano la libertà e i diritti, in quelle nazioni nelle quali avranno tutto il tempo di ripensare a ciò che con l’Italia hanno perso per sempre.

2 thoughts on “Torino: islamici bruciano foto di Meloni e della von der Leyen: ora basta, linea dura

  1. Mesi e mesi a tollerare queste frange prepotenti e violente nelle
    Città e nelle
    Università e questi sono i risultati

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